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Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo. Chi gestisce un centro estetico o un salone lo sa bene: le giornate sembrano non bastare mai. Si corre tra appuntamenti, fornitori, clienti e incombenze gestionali, rimandando sempre a “quando avrò tempo” l’organizzazione vera del lavoro, ma la verità è che il tempo si costruisce, non si trova.
Lavorare meglio, non di più
Avere una giornata piena non significa necessariamente essere produttivi. Spesso si lavora in modalità reattiva, rispondendo alle urgenze, senza pianificare in modo strategico. Ogni risposta è un mattoncino per costruire un metodo di lavoro più efficace.
In un mondo lavorativo sempre più frenetico e pieno di stimoli, è facile cadere nell’errore di associare una giornata piena a una giornata produttiva. Tuttavia, riempire il tempo di attività non equivale automaticamente a produrre risultati di valore. Spesso, infatti, si finisce per lavorare in modalità reattiva, rispondendo alle urgenze del momento senza una pianificazione strategica consapevole. Questo approccio può compromettere non solo l’efficacia del lavoro, ma anche il benessere psicofisico della titolare.
Le neuroscienze offrono una chiave di lettura importante per comprendere questo fenomeno. Il cervello umano, quando è sottoposto a continue sollecitazioni urgenti, attiva una modalità di “decision making ad alta pressione”. Questa modalità è caratterizzata da risposte rapide e automatiche, necessarie per affrontare situazioni immediate ma che comportano un alto consumo di risorse cognitive, in particolare dell’attenzione e della capacità di concentrazione. Il risultato è un sovraccarico mentale che favorisce uno stato di stress cronico e riduce la capacità di pensare in modo strategico e creativo. Di conseguenza, molte delle azioni compiute risultano essere semplici reazioni a stimoli esterni, con scarsa capacità di produrre valore duraturo.
Per superare questo circolo vizioso, un utile strumento operativo è il cosiddetto quadrante di Eisenhower, che distingue le attività in base alla loro urgenza e importanza:
- Attività urgenti e importanti: richiedono attenzione immediata e hanno un impatto significativo.
- Attività importanti ma non urgenti: sono strategiche e contribuiscono al successo a lungo termine, ma spesso vengono trascurate.
- Attività urgenti ma non importanti: distraggono e interrompono il flusso di lavoro, spesso generando stress.
- Attività né urgenti né importanti: sono sprechi di tempo e risorse.
- Quali attività mi rubano tempo senza apportare un reale valore?
- Quali di queste possono essere delegate o automatizzate per liberare risorse cognitive e temporali?
- Quali risultati sto ottenendo concretamente con il mio impegno?
- formarti e crescere professionalmente,
- dedicarti alla tua famiglia,
- immaginare nuovi progetti.
